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SATRICUM
NELLA STORIOGRAFIA
Estratto da Barbara Heldring, Satricum. Una città
del Lazio (1987)
Introduzione
Le fonti più antiche dai quali possiamo attingere
notizie sulla storia di Satricum risalgono al I sec. a.C. gli
storiografi di quest'epoca si concentrarono naturalmente sulla
storia di Roma stessa, trascurando altre città latine.
Queste città vicine vengono menzionate soltanto occasionalmente
dagli storici romani, o non vengono menzionate affatto. E' perciò
comprensibile come oggi, dopo duemila anni, non sia un compito
semplice tracciare la storia di una città come Satricum
che, situata a 60 km a sud di Roma, solo raramente comparve
sull'orizzonte romano.
Le prime menzioni di Satricum
Sappiamo da Dionisio di Alicarnasso, lo storico greco che scriveva
una lunga storia di Roma al tempo di Augusto, che Satricum partecipò,
nel 499 a.C., alla grande congiura delle trenta città
latine vicine a Roma, congiura ordinata dallo scacciato re Tarquinio
il Superbo al fine di riconquistare il suo trono.
Incontriamo poi il nome di Satricum, insieme ad altre località
vicine, in un elenco che si riferisce alla leggendaria avanzata,
nel 488 a.C., dell'esule romano Gneo Marcio Coriolano dalla
città di Anzio (Antium) contro Roma. Il porto marino
di Antium, che serviva da base per le operazioni di Coriolano,
era in quel periodo nelle mani di un popolo contro il quale
i Romani, per circa 200 anni, conducevano una guerra quasi ininterrotta
- i Volsci. Soltanto 13 km. da Anzio, nell'entroterra, era situata
Satricum, sul fiume Astura che sbocca nel mare proprio a sud
di Anzio. La menzione appare ancora più importante se
consideriamo che Satricum non verrà più ricordata
dalle nostre fonti per quasi un secolo. Questa strana circostanza
si spiega con gli sviluppi delle guerre tra i Romani ed i Volsci
nel V. sec.a. C.
In seguito alle conquiste di Coriolano, il fuoco della lotta
si spostò dalla pianura pontina verso i Colli Albani.
Qui esisteva un punto strategico, il Mons Algidus, brevemente
Algidum, dominante una delle più importanti vie di comunicazione
verso il Sud, la Via Latina, nonchè la via di comunicazione
tra i Volsci ed i loro alleati, gli Ernici. L'Algidum fu il
luogo in cui le sorti del conflitto si mantennero in equilibrio
per decine di anni. Soltanto verso la fine del V sec. a.C. i
Romani riuscirono a dividere i Volsci dagli Equi ed ad operare
uno sfondamento verso Sud. Nel 406 a.C. conquistarono Terracina,
Antium, Satricum ed altre città volsche in tal modo isolate,
e nel 395 i Volsci si videro costretti a concludere un trattato
di pace con i Romani che segnò la loro sorte.
La situazione sarebbe forse rimasta stabile se la storia non
avesse fornito un nuovo, grave avvenimento. Nel 390 a.C. Roma
fu conquistata da un nemico inaspettato: le tribù galliche,
arrivate dal Nord come una irrefrenabile ondata, invasero la
città. Di ciò approfittarono tutti i popoli dei
dintorni, tra cui anche i Volsci, che si ribellarono. Sembrò
che tutta la lotta dovesse ricominciare ex novo.
Infatti negli anni compresi tra la conquista di Terracina, nel
406, e la conquista di Roma ad opera di tribù galliche,
nel 390, i Romani attuarono la pacificazione definitiva dell'agro
pontino.
Continue rivolte, tentate qua e là, testimoniano la disperata
volontà di resistenza dei Volsci ma i Romani riuscirono
in breve a riconquistare tutto il terreno perso.
Questa situazione risulta dalla breve serie di date che seguono,
date che si possono dedurre dagli scritti di Livio. 390 Le tribù
galliche guidate da Brenno prendono Roma
386 a.C. M. Furio Camillo sconfigge Volsci, Latini e
Ernici presso Satricum e conquista la città.
385 a.C. Il dittatore A. Cornelio Cosso sconfigge i Volsci ed
i loro alleati presso Satricum. In seguito una colonia di 2000
cittadini romani, con le loro famiglie, viene stabilita a Satricum.
383 a.C. I Volsci riprendono Satricum.
381 a.C. M. Furio Camillo e L. Furio tentano di riconquistare
Satricum.
377 a.C. I tribuni consolari P. Valerio e L. Emilio sconfiggono
i Volsci ed i Latini presso Satricum. La città viene
distrutta ed incendiata, ma il tempio della Mater Matuta viene
risparmiato.
349 a.C. I Volsci di Antium stabiliscono una colonia
a Satricum e riscostruiscono la città.
346 a.C. Il console M. Valerio Corvo sconfigge i Volsci
presso Satricum, conquista la città e la incendia, questa
volta definitivamente. Solo il tempio della Mater Matuta è
ancora una volta risparmiato.
341 a.C. Presso Satricum si riuniscono per l'ultima volta
i Volsci.
Così, dall'anno 346 a.C. in poi, Satricum smette
di esistere come città e diventa solo un luogo di pellegrinaggio.
Il celebre tempio appare ancora una volta nella cronaca, durante
la seconda guerra punica (218-201 a.C.), quando Annibale, minacciando
Roma, attraversò l'Italia. E' ancora Livio che racconta
che i Romani considerarono come cattivo presagio la caduta di
un fulmine sul tempio della Mater Matuta, avvenuta nel 207
a.C. E quest' anno è anche l'ultima data storica
che ci venga tramandata riguardo a Satricum. |