Aristide Sartorio e i XXV della campagnia romana
Aristide Sartorio
I XXV della campagna romana
Album fotografico
 
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CAMILLO INNOCENTI

 

CAMILLO INNOCENTI

Roma, 14.VI.1871 - 4.I.1961

FORMAZIONE: Il padre Augusto, un agiato architetto, lo indirizzò agli studi classici ma sin dal 1895 cominciò ad avvicinarsi al mondo dell' arte posando come paggio per Lodovico Seitz, un epigono dei Nazareni, che stava decorando la Galleria dei Candelabri in Vaticano.

Tre anni dopo vinse il pensionato nazionale e fu ammesso all'istituto di Belle Arti di Roma, dedicandosi con passione alla pittura ma, deluso degli insegnamenti troppo accademici, naturalmente incline ad una pittura più fresca ed istintiva, subì l'influenza prima di Domenico Morelli, poi di Francesco Paolo Michetti ed infine di Antonio Mancini con cui strinse una profonda amicizia.

PERIODI: Nel 1901 andò in Spagna dove si trattenne per studiare la pittura di Goya e Velasquez, completando la propria maturazione artistica sia copiando le opere di questi grandi maestri sia ritraendo dal vero scene popolari e paesaggi accecati dal sole. In seguito soggiornò e studiò anche in Germania, Francia, Olanda ed Inghilterra affinando sempre di più la propria sensibilità. Tornato in Italia nel 1903 fece prima delle esperienze divisioniste e poi entrò nel gruppo dei XXV, soprannominato il "cane pechinese".

SOGGETTI: Tra i soggetti dei suoi quadri, oltre ai paesaggi ed alle scene di genere della Campagna romana, troviamo i vivaci costumi abruzzesi e sardi, marine, ritratti, eleganti figure femminili in deshabillé, interni in penombra a tinte bianche, grigie ed azzurre e la vita femminile elegante e mondana in genere che ebbe in lui un sensibile interprete.

TECNICHE: Dipinse ad olio, acquarello e tempera, con una tecnica sciolta ed ariosa.

BIBLIOGRAFIA: U. Ojetti, Presentazione della Sala Innocenti, Venezia 1909; E. Levi, C. Innocenti, in "Nuova Antologia", 1909, 142, pag. 193; V. Pica, C. Innocenti, in "Emporium", 1909, 29, pagg. 402-21; A. Ferretti, C. Innocenti, in "Corriere della Sera", Milano 5.I.1918; A. Colasanti, Camillo Innocenti, Milano 1919; A. Lancellotti, Camillo Innocenti, in "Natura ed Arte", 1942; Camillo Innocenti, Ricordi d'arte e di vita, Roma 1959; F. Bellonzi, Camillo Innocenti, Roma 1961; T. Fiori, Camillo Innocenti, Roma 1968; L. Djokic Titonel, Camillo Innocenti, Catalogo della Mostra, 1994.

COLLETTIVE: Società Amatori e Cultori di Belle Arti, Roma; Società degli Acquarellisti romani, Roma; Secessioni; Prima e Seconda Biennale romana; Esposizione Nazionale di Milano (1906); Biennale veneziana (1905, 1909).

COLLEZIONI PUBBLICHE: Galleria Nazionale d' Arte Moderna, Roma; Galleria Comunale d'Arte Moderna, Roma, Palermo e Udine; Galleria di San Luca, Roma; Galleria Ricci-Oddi, Piacenza; Prefettura di Pescara.

MERCATO: nazionale con particolare interesse per quello romano soprattutto per le opere divisioniste.

ESPERTI: Daniela Baldini, Roma; Renato Mammucari, Velletri; Lela Djokic Titonel, Roma.